lunedì, 05 gennaio 2009

2009

Sì.

Se per certi versi posso dire di non essermi mai sentita così bene nei miei panni in vita mia,
per altri versi posso altrettanto dire che non mi sono mai sentita così profondamente abbattuta, demotivata e delusa e sola
e insicura e inferiore e impaurita in vita mia.


E quando parlo di solitudine, non mi riferisco qui, alla "gente"; sebbene da tempo, inutile che mi ripeta, intorno a me manchi anche quella.
Parlo di quanto ci sente o meno presenti a sé stessi.

Anche perché, l'amore non mi manca.

Non è quello che mi manca.


E' cambiato tutto.
Non è cambiato nulla.

Devo dire però che sono anche molto incazzata.

Molto, molto incazzata.

lunedì, 15 settembre 2008

Non lo so. (un post spostato dal forum di psicologia)

563322060.jpgQui di seguito copio-incollo un post che avevo scritto per il forum di psicologia.
L'ho spostato perché dopo ho letto nell'altra delle due stanze del forum una sequela molto lunga di pareri nei confronti di un nostro professore.
Poiché alla fine di questo post io invito, molto informalmente e non del tutto esplicitamente, i professori a prendere parte alla vita del forum...
Al di là che questo invito sia ascoltato e che la partecipazione sia possibile ho meno, ho pensato che non fosse il caso di esprimere questo invito per rispetto nei confronti degli studenti che si stanno confrontando sul professore suddetto.

Temo tuttavia, comunque, che i professori abbiano la possibilità di leggere il forum e in tutta probabilità alcuni di loro leggono senza partecipare, dando l'impressione di stare in un "gruppo di autocoscienza" vietato ai docenti, invalicabile, protetto, assolutamente privato.
Rimando le questioni sollevate da questa mia osservazione al finale di questo post.
E cioè:
Una partecipazione dei docenti? Punto interrogativo.
Sì, no. In quali termini. Perché no, perché sì e che cosa comporterebbe.
E - in ogni caso - non mi sembra che il loro probabile-possibile leggere senza partecipare, sia tanto "carino"....

QUESTO CHE SEGUE E' IL POST


Titolo: Non lo so.
Nel senso che non so come intitolare questo argomento. Anche perché quando penso ad un nuovo intervento, ultimamente, penso ad un titolo che possa interessare in futuro, eventualmente, altre persone, invitandole (indirettamente) ad esprimersi nello stesso thread ed evitando la dispersione dei pensieri.
Però ho talmente tante e varie cose in testa che questa volta mi è difficile più che mai.

E alla fine quindi sarebbe più sensato forse che quello che ho vagamente-vagante in testa, lo riversassi in uno spazio privato.
Sia esso un diario di carta o virtuale. (Non mi convince questo termine "virtuale"... Chissà perché "virtuale"...)
Ma il fatto è che mi va di espormi a questo ---tutti-nessuno--- che è il pubblico del/dei forum perché la necessità di scrivere mi è venuta non appena ho chiuso il libro di Roger Silverstone, "Perché studiare i media?"... E quindi c'è attinenza diretta.


Peccato aver fatto più fatica che mai a leggerlo: fatica, rispetto a quello che potevo aspettarmi nei confronti di un argomento e un approccio a questo argomento che mi interessa molto. Ma è stato per i soliti motivi di esasperante e cronica carenza di concentrazione... Non per problemi di affinità con la materia.
Anzi mi è piaciuto molto. Moltissimo in alcuni punti.
Così come molto volentieri partecipai al corso di educazione ai media anni fa, mi piacque soprattutto quel giorno in cui ebbi modo di esprimere un mio pensiero in merito agli effetti dei media nel modo che le persone hanno e costruiscono, nel percepire distanza-vicinanza, vuoto-pieno nelle relazioni umane. Fu quando venne a trovarci il professor Bucci.
Il corso si teneva la sera dopo cena.
A dire il vero non rimasi eccezionalmente soddisfatta della formazione ricevuta. Le insegnanti, giovani, simpatiche e brave, erano e sono tuttavia abituate a lavorare con i bambini; molto piccoli, anche. Perciò la loro impostazione di "laboratorio creativo" sulla produzione del messaggio mediatico, piuttosto che sull'analisi critica dei media, dei documenti, dei contesti, del pubblico... mi lasciò un po' a desiderare.


Mi rendo sempre più conto, anche dopo l'esperienza di questo libro, di questa materia, che ho imboccato una strada non sbagliata... Ma leggermente fuori dalla traiettoria del mio cervello.

Se dovessi elencare libri materie, argomenti, teorie, personaggi, che hanno aperto dentro di me domande feconde, slanci di passione intellettuale, esplosioni di pensiero, e formazioni di memorie solide di contenuti... Bene, quasi nessun libro, quasi nessuna materia andrebbe a cadere nella psicologia.

Ma questa non è una novità. E una nuova conferma.
E' tardi per aggiustare il tiro. Ma d'altra parte tutto fa brodo. Non in senso diminutivo della cultura. VERAMENTE tutto fa brodo.
Più chiavi interpretative si hanno nella mente, e più si ottiene "successo" in qualsiasi campo.

Sono in leggera controtendenza... Rispetto all'iper specializzazione nella formazione... Che tanto poi serve a poco. Ma questo è un argomento che non voglio affrontare.

Insomma, alla fine volevo dire che mi è piaciuto il libro.
Mi ha confermato alcune mie intuizioni. E riportato ad alcuni autori per me importanti come Barthes.
Che ho conosciuto anni fa attraverso il suo magico libro "frammenti di un discorso amoroso"
Che poco ha a che fare con "camera chiara" ma vabbé...
Gli ultimi capitoli in particolare, Memoria, Fiducia, l'Altro, sono belli.

Solo che è un libro di domande. Io adoro i libri di domande.... e in questa facoltà sono più rari che mai.
Ma ammetto che è di una certa difficoltà, assimilare un simile argomentare per questioni aperte.
E poi sembra essere più un libro, e credo che lo sia, per addetti al lavoro. Un libro per confrontarsi con i colleghi studiosi della materia, per rendere pubblica e più ampiamente conoscibile la propria posizione rispetto ai temi trattati. Oppure può essere un libro di contorno ad un corso che meriterebbe di più.

Ma questo l'ho detto di altri corsi.
E poi, sta perfino scomparendo, questo corso.
A meno che non permanga nei corsi opzionali a scelta, o a scelta obbligata, come usa da queste parti....

Nemmeno storia contemporanea c'è più.
Non so cosa pensare. Se sia bene (Un po' meno liceale, il piano di studi), male (così si coltivano mono-sensibilità e chiusura intellettuale), così, così, o indifferente.
Alla prima mi verrebbe da dire male e basta. Di tutte queste decapitazioni.

L'università doveva restare com'era. Tornare indietro seppure per passaggi graduali è un grande pasticcio, per usare un eufemismo.
e indietro non si torna mai.




Piacerebbe che i professori potessero intervenire, su questi canali.
Si porrebbero dei problemi etico-professionali? Non so come definirli... Un po' come un invasione di setting?
Non è una domanda retorica.
Sto riflettendo.

Ci siete o non ci siete?
Potremmo suddividere le stanze, qualora....

Pigliamo questo medium dalla parte del manico.
_________________
"Karma police
I’ve given all i can
It’s not enough
I’ve given all I can
But we’re still on the payroll"
=======================
Skype: noemissis

lunedì, 11 agosto 2008

Ciao,

Maria Luisa.

lunedì, 28 luglio 2008

Oh

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C'è un piatto perfettamente funzionante. Per quanto... Un grammofono avrebbe un audio migliore...
Ma è bello vedere un disco di vinile che gira...

Erano secoli che non lo vedevo.
E non lo sentivo.

giovedì, 24 luglio 2008

Meta-Precisazioni

Dovrei scrivere sul banner, ammesso che ci riesca, che questo blog è, per definizione, "in costruzione"...
Per il momento volevo avvisare che gli ultimi tre post che ho pubblicato facevano parte di un unico post, il quale post a sua volta era in lavorazione ed avrebbe continuato ad esserlo quotidianamente. Da ciò derivano due cose:
Nell'operazione di spezzettamento, si vede chiaramente lo spezzettamento. All'inizio e alla fine del racconto.
In mezzo, invece, si nota... O almeno lo noto io... Che gli argomenti principali sono appena introdotti.
Ad esempio per quanto riguarda le riflessioni sulla maternità-paternità, ne avrei da dirne. E anche per fare giustizia.
Non è così (cioè così come sembra: in modo quasi del tutto negativo e, come potrei dire, "indifferente" e "leggiadro") che dipingo me e la mia coppia nei confronti di questa faccenda della vita.
Ci sarebbero molte cose da dire.

Oh quante cose...

E per finire, al solito ci sono errori di battitura, grammaticali ecc.

Vorrei più spesso corredare il tutto con delle belle foto.

Ma.....


C'ho da fare! C'ho da fare!

A

lessandro!


:)


Grazie.


Spero di vederti presto per fare altri tre o quattro milioni di chiacchiere.

Luglio col bene che ti voglio

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Qualche giorno fa è arrivata la suocera. Anche se non ho portato mai la fede al dito, le madri dei miei amori fra quelli più duraturi sono diventate chi più chi meno mie confidenti (nel senso che loro si confidavano con me), alleate (nel senso che loro si alleavano con me per ottenere qualcosa dai loro figli), e variamente rompicoglioni, nel senso che telefonavano di continuo.
In questo ultimo caso, siccome trattasi della relazione per me in assoluto più importante della mia vita e più, e più, e più tutto, la suocera la considero più suocera che mai.
Pur essendo iperattiva e davvero "moderna" (cioè non nel senso della donna rurale, dai passati contadini o operai: essa infatti già negli anni sessanta o forse prima lavorava come grafica pubblicitaria in quel di Milano, ed è tutt'ora pittrice con quadri che sono finiti perfino negli USA.... Non vorrei sbagliare ma forse addirittura al Moma di NY, e se andava in giro in vespa e su e giù per i monti rampicando e sciando), essa ha credo 82 anni suonati.
E potrebbe essere tranquillamente mia nonna.
Oltre alle inevitabili crisi fisiologico psicologiche di questa bastarda età ( e per fortuna che è sana, il resto è solo ansia), c'ha pure un carattere che definire difficile è un eufemismo, e a starle dietro, nel senso anche solo di un discorso, perdi due chili.
E' capace di cambiare prospettive, stati d'animo e idee in tempo reale, nel senso che ti dice una cosa e mezzo secondo dopo dice il contrario senza alcuna relazione col primo enunciato. Pare essere del tutto inconsapevole dei suoi rivoltamenti di frittate... Al limite dello psicotico.O, come si direbbe più agevolmente dalle nostre parti (tra gli psicanalizzati) "è tutta inconscia".
Pare insomma quasi di aver a che fare con un sogno. O un incubo.
Ho comunque un buon rapporto con lei. In fin dei conti non è particolarmente assillante. Anzi ama farsi i fatti propri spesso e volentieri proprio come me e a volte non la si vede o si sente... La immagino persa tra i suoi quadri, le sue mostre, i suoi amici pittori matti, i suoi concerti di classica alla palazzina liberty (a Milano...) o a dialogare con qualche mosca in casa o con il gatto.
Però quando c'è da prendere una certa decisione, o sistemare delle questioni... Dio mio. Ho passato gli ultimi tre giorni a organizzare la permanenza in montagna di noi tutti.... Con una certa angoscia.
Questa casa è sua. Ma non ci entriamo tutti. Ed anche se non ci fossi io, sono anni che la permanenza estiva qui con suo figlio è pressoché una tortura per entrambi. Se poi ci mettiamo che lei ha un gatto, che noi/suo figlio abbiamo/ha un cane, e che per due settimane è tassativo infilarci pure il nipote... Diventa un disastro.
Allora finalmente (questa è stata una delle mie missioni), abbiamo preso un'altra casa in affitto (l'anno passato l'avevo presa io per me.)
Ma appena ci ha messo piede ha chiamato con una voce che sembrava stesse per morire dicendo che sarebbe tornata a Milano. Inorridita, delusa, e chi lo sa, offesa.
Mezz'ora dopo stava meglio. Ma solo dopo 48 ore siamo riusciti a capire che cosa ha intenzione di fare. In realtà imponendogli di restare qui, di riprendere possesso provvisoriamente della sua baita, mentre noi credo questa sera ci trasferiremo nella casa affittata inizialmente per lei.
Nel frattempo "mio marito" ha avuto una delle sua crisi-mamma. E, oh, quanto lo comprendo...
Epperò per scaricare la sua ansia e rabbia ha avuto questa idea: ha preso un martello, uno scalpello, ha aperto il piccolo frigo di casa, e si è messo a scardinare il giaccio dalla zona congelatore.
Scalpella di qui, scalpella di là, ecco che si fora la serpentina del fluido refrigerante. Ed il frigo è da buttare,
Da addetta alle relazioni diplomatiche, mi reco dalla suocera a farle presente: 1) che ho messo via tutto e che sono pronta per il trasloco. E che se non ci muoviamo a fare il cambio siamo più terremotati di quanto non lo siamo già da sempre. 2) il frigo si è rotto. Pazienza per un paio di giorni e sistemiamo la faccenda.
Come accennato sopra relativamente alla schizofrenia della signora, all'inizio è tutta positiva e tranquilla. Un attimo dopo per poco non si strappa i capelli dipingendo scenari apocalittici di lei abbandonata come un pacco da sola nella sua casa senza frigo.
Io mantengo il controllo. Ma mi sento sempre più trasformarmi in mia madre che si incazza con la sua, di suocera... quando spesso e volentieri fa discorsi campati per aria, o ancora peggio sfodera tutto il suo egoismo, pessimismo ecc ecc...
Me ne vado di fretta a decantare... Ma in realtà la mia auto si dirige alla ricerca di un frigo nuovo. Di 45 centimetri di larghezza, che non fabbricano più.
Ieri io e il mio uomo con il gentile aiuto