lunedì, 15 settembre 2008

Non lo so. (un post spostato dal forum di psicologia)

563322060.jpgQui di seguito copio-incollo un post che avevo scritto per il forum di psicologia.
L'ho spostato perché dopo ho letto nell'altra delle due stanze del forum una sequela molto lunga di pareri nei confronti di un nostro professore.
Poiché alla fine di questo post io invito, molto informalmente e non del tutto esplicitamente, i professori a prendere parte alla vita del forum...
Al di là che questo invito sia ascoltato e che la partecipazione sia possibile ho meno, ho pensato che non fosse il caso di esprimere questo invito per rispetto nei confronti degli studenti che si stanno confrontando sul professore suddetto.

Temo tuttavia, comunque, che i professori abbiano la possibilità di leggere il forum e in tutta probabilità alcuni di loro leggono senza partecipare, dando l'impressione di stare in un "gruppo di autocoscienza" vietato ai docenti, invalicabile, protetto, assolutamente privato.
Rimando le questioni sollevate da questa mia osservazione al finale di questo post.
E cioè:
Una partecipazione dei docenti? Punto interrogativo.
Sì, no. In quali termini. Perché no, perché sì e che cosa comporterebbe.
E - in ogni caso - non mi sembra che il loro probabile-possibile leggere senza partecipare, sia tanto "carino"....

QUESTO CHE SEGUE E' IL POST


Titolo: Non lo so.
Nel senso che non so come intitolare questo argomento. Anche perché quando penso ad un nuovo intervento, ultimamente, penso ad un titolo che possa interessare in futuro, eventualmente, altre persone, invitandole (indirettamente) ad esprimersi nello stesso thread ed evitando la dispersione dei pensieri.
Però ho talmente tante e varie cose in testa che questa volta mi è difficile più che mai.

E alla fine quindi sarebbe più sensato forse che quello che ho vagamente-vagante in testa, lo riversassi in uno spazio privato.
Sia esso un diario di carta o virtuale. (Non mi convince questo termine "virtuale"... Chissà perché "virtuale"...)
Ma il fatto è che mi va di espormi a questo ---tutti-nessuno--- che è il pubblico del/dei forum perché la necessità di scrivere mi è venuta non appena ho chiuso il libro di Roger Silverstone, "Perché studiare i media?"... E quindi c'è attinenza diretta.


Peccato aver fatto più fatica che mai a leggerlo: fatica, rispetto a quello che potevo aspettarmi nei confronti di un argomento e un approccio a questo argomento che mi interessa molto. Ma è stato per i soliti motivi di esasperante e cronica carenza di concentrazione... Non per problemi di affinità con la materia.
Anzi mi è piaciuto molto. Moltissimo in alcuni punti.
Così come molto volentieri partecipai al corso di educazione ai media anni fa, mi piacque soprattutto quel giorno in cui ebbi modo di esprimere un mio pensiero in merito agli effetti dei media nel modo che le persone hanno e costruiscono, nel percepire distanza-vicinanza, vuoto-pieno nelle relazioni umane. Fu quando venne a trovarci il professor Bucci.
Il corso si teneva la sera dopo cena.
A dire il vero non rimasi eccezionalmente soddisfatta della formazione ricevuta. Le insegnanti, giovani, simpatiche e brave, erano e sono tuttavia abituate a lavorare con i bambini; molto piccoli, anche. Perciò la loro impostazione di "laboratorio creativo" sulla produzione del messaggio mediatico, piuttosto che sull'analisi critica dei media, dei documenti, dei contesti, del pubblico... mi lasciò un po' a desiderare.


Mi rendo sempre più conto, anche dopo l'esperienza di questo libro, di questa materia, che ho imboccato una strada non sbagliata... Ma leggermente fuori dalla traiettoria del mio cervello.

Se dovessi elencare libri materie, argomenti, teorie, personaggi, che hanno aperto dentro di me domande feconde, slanci di passione intellettuale, esplosioni di pensiero, e formazioni di memorie solide di contenuti... Bene, quasi nessun libro, quasi nessuna materia andrebbe a cadere nella psicologia.

Ma questa non è una novità. E una nuova conferma.
E' tardi per aggiustare il tiro. Ma d'altra parte tutto fa brodo. Non in senso diminutivo della cultura. VERAMENTE tutto fa brodo.
Più chiavi interpretative si hanno nella mente, e più si ottiene "successo" in qualsiasi campo.

Sono in leggera controtendenza... Rispetto all'iper specializzazione nella formazione... Che tanto poi serve a poco. Ma questo è un argomento che non voglio affrontare.

Insomma, alla fine volevo dire che mi è piaciuto il libro.
Mi ha confermato alcune mie intuizioni. E riportato ad alcuni autori per me importanti come Barthes.
Che ho conosciuto anni fa attraverso il suo magico libro "frammenti di un discorso amoroso"
Che poco ha a che fare con "camera chiara" ma vabbé...
Gli ultimi capitoli in particolare, Memoria, Fiducia, l'Altro, sono belli.

Solo che è un libro di domande. Io adoro i libri di domande.... e in questa facoltà sono più rari che mai.
Ma ammetto che è di una certa difficoltà, assimilare un simile argomentare per questioni aperte.
E poi sembra essere più un libro, e credo che lo sia, per addetti al lavoro. Un libro per confrontarsi con i colleghi studiosi della materia, per rendere pubblica e più ampiamente conoscibile la propria posizione rispetto ai temi trattati. Oppure può essere un libro di contorno ad un corso che meriterebbe di più.

Ma questo l'ho detto di altri corsi.
E poi, sta perfino scomparendo, questo corso.
A meno che non permanga nei corsi opzionali a scelta, o a scelta obbligata, come usa da queste parti....

Nemmeno storia contemporanea c'è più.
Non so cosa pensare. Se sia bene (Un po' meno liceale, il piano di studi), male (così si coltivano mono-sensibilità e chiusura intellettuale), così, così, o indifferente.
Alla prima mi verrebbe da dire male e basta. Di tutte queste decapitazioni.

L'università doveva restare com'era. Tornare indietro seppure per passaggi graduali è un grande pasticcio, per usare un eufemismo.
e indietro non si torna mai.




Piacerebbe che i professori potessero intervenire, su questi canali.
Si porrebbero dei problemi etico-professionali? Non so come definirli... Un po' come un invasione di setting?
Non è una domanda retorica.
Sto riflettendo.

Ci siete o non ci siete?
Potremmo suddividere le stanze, qualora....

Pigliamo questo medium dalla parte del manico.
_________________
"Karma police
I’ve given all i can
It’s not enough
I’ve given all I can
But we’re still on the payroll"
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Skype: noemissis

01:04 Scritto da: noemi_noemi | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

...cara dolce fragile intelligente e forse un pò depressa noemi.
come vedi sono il solito maleducato che viene a rompere il tuo sacro e immoto sito.
oltretutto sputando sentenze.
ma una domanda: non scrivi più? sei morta morta o viva viva? (sono 2 le domande).
ambuli solinga pei remoti colli o litighi con la suocera? sorbi preludi mahalerfici o giri per anticaglie rimembrando giovinezze giovinezze? (le domande crescono).
dhe! io ti penso tutti i giorni quando presso play on computer, gironzolo e travaglio come un grillo e alfin ti clicco.
ciao ciao tu sei la pagina vuota che la mia penna non scrive.

Scritto da: pietro | domenica, 02 novembre 2008

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